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The light of a candle doesn't lose its brilliance when it illuminates others
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εїз Ƭσℓℓץ εїз Fenu

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Teresa Cardowrote:
WE BIONDA!!!!!!!! è TROPPO BELLO QUESTO MONDO....COMUNQUE SPERO DI VEDERCI AL PIU PRESTO X FARE CASINO.....XDXD TVTTTTTTTTB KISS....NUN TU SCURDA OK NE PE NIENT SI A SOR RA VITA  MIA HIHIHI.....CIAUU
Mar. 14
ciao tolly!!!!!!!!!!!!!!!quanto tempo!!!....ma ti ho aggiunta a facebook...bho spero di si.....^^
come va? spero bene...mi sa che qualche sabato mi venog ad infiltrare^^un bacione forte
a presto
 
 
Jan. 12
Lo sai che ti dico??
Che sei cattiva =( perchè sei stata proprio tu a consigliarmi di farmi un guestbook e poi ci hanno firmato TUTTI tranne te......xD
vacci subitooooooooooooo
Jan. 7
tetta Piperwrote:
ti voglio bene toletuzzola.......grazie......grazie di tutto...sn felice k tu sia entrata nella mia vita......mi rivolgi molte attenzioni e ti preoccupi di tutto ciò k mi accade......ci sei sempre x me baciukkioli dulsssssssiiiiiiiiiiLabbra rosse
 
Jan. 3
molto carino il blogSorriso
Dec. 1
April 18

"Essere o Non Essere".... diceva Shakespeare

Essere o non essere, questo è il problema:
se sia più nobile d'animo sopportare
gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna,
o prender l'armi contro un mare di triboli
e combattendo disperderli.
Morire, dormire, nulla di più,
e con un sonno dirsi che poniamo fine
al cordoglio e alle infinite miserie
naturale retaggio della carne,
è soluzione da accogliere a mani giunte.

 

 

Agire o non agire?

Quando ci si trova in una situazione di stallo.. quando ti trovi davanti a decine di “porte aperte”, l’ unica cosa che riesci a fare e “sbirciare” dentro ognuna di esse ma.. poi resti fermo lì, in mezzo alle occasioni.. senza sapere cosa fare.

Entrare o non entrare? E soprattutto: dove andare? Per quale porta lasciare la situazione in cui sono, che – se pur così difficile e sofferente – mi è così familiare, e riesco a gestire?

Eh si! Eterno dilemma (diceva Shakespeare).

Eppure se ci pensi lo si può applicare ad ogni situazione.

La noia e la tristezza. Ci si trova in una situazione di noia e quindi si pensa subito di sentirsi tristi, quando invece l’ unica cosa che davvero ci viene in mente è il nulla. Si perché alla fine se sei annoiato è perché non sei riuscito – tra le milioni di cose che ti vengono in mente di fare – a trovare il momento di metterti e farle. E così, inevitabilmente, la noia viene accompagnata dalla pigrizia (che si continua a scambiare per tristezza).

Arriva un momento durante la giornata in cui ti rendi conto che hai buttato via ore preziose della tua vita; ma ti rendi conto che è passato un altro giorno, e che – anche se non sai come – sei salvo. Eh già! Inaspettato vero? Però si! Salvo. Salvo dalle responsabilità; salvo dalle azioni; salvo dal nuovo; salvo dalle sorprese (che non sempre sono piacevoli); salvo dal cambiamento che fa paura. Si sta avvicinando così il momento in cui puoi spegnere la luce, e vivere di sogni e pensieri; una danza di ricordi e fantasia che ti fanno rabbrividire, e ti fanno entrare in un mondo tuo, dove forse sei un po’ malinconico perché ti riporta a situazioni vissute o sognate, dove magari sei spaventato perché ti rendi conto di essere da solo con la tua coscienza che ti osserva, dove ti senti forte perché sai che lì, tutto ciò che ti circonda sei tu, e per quanto questa persona possa sembrarti totalmente sconosciuta.. sai bene che puoi riuscire a controllarla.

E così la scelta giornaliera tra “Essere o non Essere”? È – purtroppo – più facile dire “non essere”.. non agire. Pensiamo continuamente – ed erroneamente – che ogni giorno siamo costretti ad indossare l’ armatura e “prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli”; ma non è vero. Non è vero che combattiamo.. non è vero che ci difendiamo.. non è vero che reagiamo. Si cade.. si scappa.. si evita. È questo quello che si fa tutti i giorni: si evitano le battaglie.. si preferisce fare finta.. si preferisce darsi alla noia (e lamentarsi poi di questa).. crogiolarsi nella malinconia e nel vittimismo.. piangere e lamentarsi in pubblico, vittimizzando ogni parte del nostro essere.. preferiamo nasconderci e giudicare.. che mostrare noi stessi al mondo e permettere a questo di giudicarci. Perché la paura è il peggior difetto della mente umana. Come ci sentiamo sicuri nel letto la notte nel buio. Siamo da soli e sappiamo che possiamo non mentire.. lì si fanno i conti seri, ma.. lì si è anche liberi di piangere veramente, senza doverlo fare per mostrare qualcosa a qualcuno. Nel buio della notte si può ridere di se stessi senza sentirsi derisi; si può versare una lacrima per un ricordo e amarlo e odiarlo intensamente. E poi dormire! E sognare! E poi svegliarsi! La realtà è come un secchio di acqua fredda, che – anche se ci colpisce ogni mattina – è sempre acqua fredda che ti desta dai tuoi sogni. La verità secondo me risiede in ciò che si vuole, e in ciò che si è disposti a fare, e a sacrificare. I progetti.. le aspettative.. sono tutte cose astratte. La vera domanda è: “cosa vuoi veramente dalla vita?” anzi “cosa vuoi realmente da te stesso?”. Quando capisci cosa sei disposto a perdere per ciò che ritieni realmente importante.. quando capisci quanto sei pronto a combattere per avere quello che desideri.. quando soprattutto riesci a proti delle priorità, e capisci che tutto ciò che gira intorno a queste è futile e fuggevole, è inutile e senza traccia.. allora – e solo allora – puoi dire di essere vivo, puoi dire di essere te stesso.. allora riuscirai ad uscire dal tuo tetro nascondiglio, e ti sentirai pronto ad affrontare il mondo, il quale avrà sempre qualcosa da ridire, e cercherà sempre un modo per farti rientrare in quella tana; ma se sarai abbastanza convinto di ciò che vuoi, che sei.. e di ciò che hai sacrificato per esserlo.. allora non ci sarà modo di farti cadere. Allora e solo allora sarai pronto ad amare veramente.



March 02

IO UCCIDO

L’uomo è uno e nessuno.

Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita  ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle ad un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili.

A volte la fatica cancella tutto e non concede la possibilità di capire che l’unico modo valido di seguire la ragione è abbandonarsi ad una corsa sfrenata sul cammino della follia. Tutto intorno è un continuo inseguirsi di facce e ombre e voci, persone che non si pongono nemmeno la domanda e accettano passivamente una vita senza risposte per la noia o il dolore del viaggio, accontentandosi di spedire qualche stupida cartolina ogni tanto.

 

C’è musica dove si trova, ci sono corpi che si muovono, bocche che sorridono, parole che si scambiano e lui sta fra di loro, uno in più per la curiosità di chi vedrà sbiadire giorno per giorno anche questa fotografia.

L’uomo si appoggia alla colonna e pensa che tutti sono inutili.

Di fronte a lui, dall’altra parte della sala, sedute una di fianco all’altra ad un tavolo vicino alla grande vetrata che dà sul giardino, ci sono due persone, un uomo e una donna.

Nella luce soffusa, lei è sottile e dolce come la malinconia, ha i capelli neri e gli occhi sono verdi, talmente luminosi e grandi che li vede anche da lì. Lui ha occhi solo per la sua bellezza e le parla all’orecchio, per farsi sentire oltre il frastuono della musica. Si tengono per mano e lei ride alle parole del compagno.

 

Poco fa lei si è voltata, forse punta in qualche modo dalla fissità dello sguardo dell’uomo appoggiato alla colonna, cercando l’origine di un lontano disagio. I loro occhi si sono incrociati ma quelli di lei sono passati indifferenti sulla sua faccia come sul resto del mondo che la circonda. È tornata a regalare il miracolo di quegli occhi all’uomo che è con lei e che la ricambia con lo stesso sguardo, impermeabile a ogni messaggio esterno al di fuori della sua presenza.

Sono giovani, belli, felici.

L’uomo appoggiato a una colonna pensa che presto moriranno.

 

 

 

(“– E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male? – Io uccido…”)

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February 25

So Dark the CON of Man

“… all’inizio della Chiesa Cristiana (alcuni uomini potenti) hanno ingannato il mondo diffondendo bugie che svilivano la donna e spostavano l’equilibrio a favore del maschio… la Chiesa aveva alle spalle una lunga storia di inganni e di violenze. La sua brutale crociata per rieducare le Religioni Pagane e il culto della femminilità era durata per tre secoli e aveva impiegato metodi astuti e orribili. L’Inquisizione Cattolica aveva pubblicato il libro che era probabilmente l’opera più sporca di sangue della storia umana: il Malleus Maleficarum - il Martello delle Streghe - aveva indottrinato il mondo sul pericolo delle donne che pensavano liberamente e insegnavano al Clero come individuarle, torturarle e distruggerle. … La propaganda e lo spargimento di sangue avevano funzionato.Il mondo d’ oggi ne era la prova vivente.La donna un tempo celebrata come un’essenziale metà dell’illuminazione spirituale, era bandita dai templi del mondo. L’atto, un tempo sacro, dello "Hieros Gamos", l’unione sessuale naturale tra uomo e donna, con cui ciascuno dei due acquisivano l’unità spirituale, era stato ridefinito come Peccato. Gli uomini di fede, che un tempo avevano bisogno dell’unione sessuale con le loro equivalenti femminili per entrare in comunione con Dio, adesso temevano i loro naturali impulsi sessuali e li vedevano come opera del demonio, il quale operava in collaborazione con la sua complice preferita: la donna. … I giorni della dea erano finiti. L’oscillazione aveva portato il pendolo dall’altra parte. La Madre Terra era divenuta un mondo di maschi, e gli dei della distruzione e della guerra avevano prelevato il loro terribile tributo. Per due millenni l’Io maschile non era più stato frenato dalla sua controparte femminile. … una situazione di instabilità contrassegnata da guerre alimentate dal testosterone, da una pletora di società misogene e da una crescente mancanza di rispetto per la Madre Terra.”

(Il Codice Da Vinci - D. Brown)
January 27

Catullus, Carmen LXXIII

 
Desine de quoquam quicquam bene velle mereri
aut aliquem fieri posse putare pium.
Omnia sunt ingrata.
Nihil fecisse benigne;
immo etiam ,
taedet obestque magis,

... ut mihi !

[Catullo - Carmina 73]   
 

January 01

2009

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POSSO SOLO AUGURARE A TUTTI UN FELICE 2009

IO SPERO CHE QUESTO TERRIBILE 2008 POSSA ESSERE DIMENTICATO

NON DICO CHE NON CI SIANO STATI MOMENTI FELICI

DICO SOLO CHE PER TUTTO CIO' CHE E' SUCCESSO

E' MEGLIO CHE SE NE VA IN FRETTA!!!

 

tanti auguri a tutti...

auguro a tutti tanta felicità per quest'anno

(spero un pò anche a me)

e spero - egoisticamente soprattutto per me - che possa avere vicino sempre le persone che realmente tengono a me!

 

BACI

 
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