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    April 18

    "Essere o Non Essere".... diceva Shakespeare

    Essere o non essere, questo è il problema:
    se sia più nobile d'animo sopportare
    gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna,
    o prender l'armi contro un mare di triboli
    e combattendo disperderli.
    Morire, dormire, nulla di più,
    e con un sonno dirsi che poniamo fine
    al cordoglio e alle infinite miserie
    naturale retaggio della carne,
    è soluzione da accogliere a mani giunte.

     

     

    Agire o non agire?

    Quando ci si trova in una situazione di stallo.. quando ti trovi davanti a decine di “porte aperte”, l’ unica cosa che riesci a fare e “sbirciare” dentro ognuna di esse ma.. poi resti fermo lì, in mezzo alle occasioni.. senza sapere cosa fare.

    Entrare o non entrare? E soprattutto: dove andare? Per quale porta lasciare la situazione in cui sono, che – se pur così difficile e sofferente – mi è così familiare, e riesco a gestire?

    Eh si! Eterno dilemma (diceva Shakespeare).

    Eppure se ci pensi lo si può applicare ad ogni situazione.

    La noia e la tristezza. Ci si trova in una situazione di noia e quindi si pensa subito di sentirsi tristi, quando invece l’ unica cosa che davvero ci viene in mente è il nulla. Si perché alla fine se sei annoiato è perché non sei riuscito – tra le milioni di cose che ti vengono in mente di fare – a trovare il momento di metterti e farle. E così, inevitabilmente, la noia viene accompagnata dalla pigrizia (che si continua a scambiare per tristezza).

    Arriva un momento durante la giornata in cui ti rendi conto che hai buttato via ore preziose della tua vita; ma ti rendi conto che è passato un altro giorno, e che – anche se non sai come – sei salvo. Eh già! Inaspettato vero? Però si! Salvo. Salvo dalle responsabilità; salvo dalle azioni; salvo dal nuovo; salvo dalle sorprese (che non sempre sono piacevoli); salvo dal cambiamento che fa paura. Si sta avvicinando così il momento in cui puoi spegnere la luce, e vivere di sogni e pensieri; una danza di ricordi e fantasia che ti fanno rabbrividire, e ti fanno entrare in un mondo tuo, dove forse sei un po’ malinconico perché ti riporta a situazioni vissute o sognate, dove magari sei spaventato perché ti rendi conto di essere da solo con la tua coscienza che ti osserva, dove ti senti forte perché sai che lì, tutto ciò che ti circonda sei tu, e per quanto questa persona possa sembrarti totalmente sconosciuta.. sai bene che puoi riuscire a controllarla.

    E così la scelta giornaliera tra “Essere o non Essere”? È – purtroppo – più facile dire “non essere”.. non agire. Pensiamo continuamente – ed erroneamente – che ogni giorno siamo costretti ad indossare l’ armatura e “prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli”; ma non è vero. Non è vero che combattiamo.. non è vero che ci difendiamo.. non è vero che reagiamo. Si cade.. si scappa.. si evita. È questo quello che si fa tutti i giorni: si evitano le battaglie.. si preferisce fare finta.. si preferisce darsi alla noia (e lamentarsi poi di questa).. crogiolarsi nella malinconia e nel vittimismo.. piangere e lamentarsi in pubblico, vittimizzando ogni parte del nostro essere.. preferiamo nasconderci e giudicare.. che mostrare noi stessi al mondo e permettere a questo di giudicarci. Perché la paura è il peggior difetto della mente umana. Come ci sentiamo sicuri nel letto la notte nel buio. Siamo da soli e sappiamo che possiamo non mentire.. lì si fanno i conti seri, ma.. lì si è anche liberi di piangere veramente, senza doverlo fare per mostrare qualcosa a qualcuno. Nel buio della notte si può ridere di se stessi senza sentirsi derisi; si può versare una lacrima per un ricordo e amarlo e odiarlo intensamente. E poi dormire! E sognare! E poi svegliarsi! La realtà è come un secchio di acqua fredda, che – anche se ci colpisce ogni mattina – è sempre acqua fredda che ti desta dai tuoi sogni. La verità secondo me risiede in ciò che si vuole, e in ciò che si è disposti a fare, e a sacrificare. I progetti.. le aspettative.. sono tutte cose astratte. La vera domanda è: “cosa vuoi veramente dalla vita?” anzi “cosa vuoi realmente da te stesso?”. Quando capisci cosa sei disposto a perdere per ciò che ritieni realmente importante.. quando capisci quanto sei pronto a combattere per avere quello che desideri.. quando soprattutto riesci a proti delle priorità, e capisci che tutto ciò che gira intorno a queste è futile e fuggevole, è inutile e senza traccia.. allora – e solo allora – puoi dire di essere vivo, puoi dire di essere te stesso.. allora riuscirai ad uscire dal tuo tetro nascondiglio, e ti sentirai pronto ad affrontare il mondo, il quale avrà sempre qualcosa da ridire, e cercherà sempre un modo per farti rientrare in quella tana; ma se sarai abbastanza convinto di ciò che vuoi, che sei.. e di ciò che hai sacrificato per esserlo.. allora non ci sarà modo di farti cadere. Allora e solo allora sarai pronto ad amare veramente.



    Comments (2)

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    parole sante di nuovo! XD
    Apr. 19
    "Si cade.. si scappa.. si evita.."
    Mi ricorda vagamente il mio stile di vita..e la cosa bella è che, come hai detto pure tu, non è che provi a rialzarti e combattere, no! Ti crogioli inconsciamente nel tuo dolore in attesa che qualcuno lanci una corda che ti tiri su..
    Per fortuna fin'ora sono sempre stata salvata..ma..se un giorno la corda non dovesse arrivare..?
    E la ti voglio...
    Apr. 19

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